Questo sito è rivolto ai soli residenti in Italia.
Menu
Close
Menu
Close
Secondo la più recente definizione del National Institute for health and Care Excellence (NICE), esistono diverse entità determinate dall'infezione da SARS-CoV-2:
COVID-19 acuto, definito da segni e sintomi fino a 4 settimane dall’inizio dell’infezione;
Long Covid, definito da sintomi che continuano o si sviluppano dopo l'infezione acuta da COVID-19 e che non possono essere spiegati da una diagnosi alternativa. Questo termine include COVID-19 sintomatico in corso (OSC), da 4 a 12 settimane dopo l'infezione, e la sindrome post-COVID -19 (PCS), oltre le 12 settimane dall'infezione.1-2
Al contrario, il National Institutes of Health (NIH) utilizza la definizione dei CDC di Long Covid, per descrivere le sequele che si estendono oltre le 4 settimane dall'infezione iniziale.2
Tali effetti a lungo termine, il cui rischio pare linearmente correlato all’età dei soggetti, sembrano manifestarsi indipendentemente dalla gravità iniziale dell'infezione e sono spesso collegati a più sistemi di organi. Uno studio ha rilevato che fino al 70% degli individui a basso rischio di mortalità per COVID-19 presenta una compromissione di uno o più organi (cioè cuore, polmoni, reni, fegato, pancreas o milza) quattro mesi dopo i sintomi iniziali di COVID-19.3
In uno studio condotto negli Stati Uniti il 33% dei pazienti presentava sintomi persistenti a un follow-up di 60 giorni dopo il ricovero per COVID-19 e quadri simili sono stati osservati in Europa. Inoltre, sono stati riportati sintomi persistenti (>6 settimane) nel 19% degli individui completamente vaccinati.4
Il recupero da COVID-19 appare, dunque, molto più complesso del semplice riscontro negativo al test diagnostico per SARS-CoV-2. Dal 50% all'80% dei pazienti lamenta sintomi persistenti addirittura a distanza di mesi dall'eliminazione del virus confermata in laboratorio, che frequentemente includono affaticamento, mal di testa, mancanza di respiro, anosmia e debolezza muscolare. Tuttavia, la maggior parte dei dati si riferisce alla popolazione generale, mentre ancora limitati sono i dati relativi alle persone anziane.5
Tra i pazienti più anziani che hanno superato il COVID-19, oltre l'80% ha riportato la persistenza di almeno 1 sintomo, in particolare affaticamento, dispnea, dolore articolare e tosse. La gravità del COVID-19 acuto, espressa come numero di sintomi sperimentati e trattamenti ricevuti (supporto respiratorio e farmaci) durante la degenza ospedaliera, è risultata il principale fattore di rischio per i sintomi persistenti correlati a COVID-19. Un periodo di tempo più lungo dopo la fase acuta di COVID-19, espresso in giorni trascorsi dalla dimissione ospedaliera, è stato associato a una minore probabilità di soffrire di sintomi persistenti.5
L'identificazione delle persone a più alto rischio di sviluppare sintomi persistenti correlati al COVID-19 è difficoltosa: l'età avanzata, il sesso femminile, il peso corporeo eccessivo, la presenza di più di 5 sintomi durante la prima settimana della fase acuta di COVID-19 sono forti indicatori prognostici della persistenza dei sintomi. In un ampio studio di coorte, la gravità di COVID-19 acuto è risultata essere il principale fattore di rischio per i sintomi persistenti correlati a COVID-19.5
Secondo dati italiani, la presenza, negli anziani, di più sintomi durante la fase acuta di COVID-19 è associata a un rischio più elevato di persistenza dei sintomi oltre 2 mesi dopo la dimissione dall'ospedale. In particolare, è la presenza di fatigue al momento della fase acuta di COVID-19 a rappresentare un importante fattore di rischio per la persistenza dei sintomi. Più lungo è il tempo trascorso con COVID-19 in fase acuta, più è probabile che il paziente si riprenda da tutti i sintomi correlati al COVID-19.5
PP-UNP-ITA-1702
Altri video, articoli, podcast che potrebbero interessarti sul Covid-19
I pazienti pediatrici sviluppano, a seguito dell’infezione del virus Sars-CoV-2, sintomi caratteristici della sindrome da Long Covid, che si risolvono comunemente in 1-5 mesi.
I bambini e gli adolescenti, che hanno contratto il Covid-19, possono sviluppare la sindrome da Long Covid, con sintomi come fatigue, insonnia e ansia.
Video intervista al Prof. Carlo Tascini
L’infezione causata dal virus Covid-19 può portare allo sviluppo del long covid in alcuni pazienti. La mancanza di terapie specifiche, conferma l’utilità della vaccinazione nel prevenire l’insorgenza della malattia.
Gli eventi avversi devono essere segnalati. I moduli di segnalazione e le informazioni possono essere trovati all'indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
Accedi a tutti i materiali e le risorse di Pfizer per te e i tuoi pazienti.
© 2025 Pfizer srl.
Società diretta e controllata da Pfizer Inc. - Sede Legale via Isonzo, 71 - 04100 Latina
R.E.A. Latina n. 198376 - Capitale Sociale € 200.000.000,00 - Part. IVA 02774840595
Questo Sito offre servizi di utilità e contenuti di informazione medico scientifica in Italia, pertanto i suoi contenuti sono destinati a Operatori Sanitari residenti sul territorio italiano. L’Operatore Sanitario dichiara e garantisce che consulterà i contenuti del sito attinenti alla propria area di specializzazione e per garantire la migliore cura del paziente.